Chimica dell'incoscienza
L'iniezione genera una discesa liquida nei meandri della programmazione biologica. Nathan e Lois vedono le stesse figure impossibili, uno zoo frattale estraneo alle mappe psichiche dell'umano. Al termine del trip, brandelli sfilacciati di vestiti sparsi sul pavimento configurano un mosaico monodimensionale di copule multiple consumate tra i denti spaiati di meccanismi intimamente postumani.
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In morte di Madame S.
Non avremo pietà, Madame S., rasségnati, poiché noi tutti, pazzi e infelici, vecchi e poeti, noi tutti, da troppo tempo sogniamo di danzare sui resti maciullati del tuo corpo schiacciato dalla furia del Ragnarök.
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A est dell'inumano
Diecimila anni fa, il Cadavere Putrescente, ormai rassegnato, ripudiò gli ultimi legami biologici con la trama onnisciente dell'inumano. Poi, una notte, dopo infinite tumulazioni, una sfolgorante quanto inattesa Alba Metafisica trasformò la decadenza in sogno, il silenzio in un dialogo segreto in equilibrio sullo spazio e sul tempo, riportando il Cadavere Putrescente tra le novecento dimensioni dell'inumano.
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Non-h
Lo spirito si appiattisce sotto il peso incerto di una stella collassata. L'oscillazione è incostante, quantisticamente assurda, il canto molesto di un coro di angeli ubriachi. Trasportati da un fiume di lingue solari, i neutrini divorano i residui della quinta dimensione. Un sole nero risplende infine nelle profondità fetide della carne morta, come una secrezione oscura di aberrazioni mentali sfuggita all'olocausto dei sensi.
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I veri nomi
Ariel è la proiezione astratta di frammenti psichici che tentano di ricombinarsi tra le pareti matematiche di un labirinto open source. Il suo avatar è una rielaborazione cubista di una vecchia foto, come se il passato fosse riemerso sotto forma di anonimi, bianchi pixel staminali.
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Espiazione al piombo
La rapina fallì sul nascere; gli agenti infiltrati si tradirono come fessi, ma solo dopo aver allertato la cavalleria. Un colpo in testa per uno: una condanna clemente, dopotutto. Michel cadde nel panico: l'ergastolo gli faceva paura. Forse, a questo punto, dovremmo arrenderci. Guillame si preparò a eseguire il terzo sacrificio della giornata. Che Dio ci perdoni.
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Digiland
Nora è seduta davanti lo schermo del laptop. Le parole scorrono sulla pagina come impulsi neurali fissati su piastre inorganiche per la decodificazione istantanea di stati emotivi complessi. Dall'estremo opposto della connessione, Leoben integra i pattern di pensiero di Nora attraverso la creazione di un panorama radioattivo. Il risultato è un pandemonio elettrico di scene impossibili e deliranti, intimamente catartiche, folgori semiotiche in una notte altrimenti troppo buia.
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Riesumazione silicea
Le tessere di connessione sono posizionate. Stanotte, il confine tra il nostro mondo e la terra delle anime elettriche è sottile, propizio. Fred attiva la runa di controllo. Per l’occasione, ha indossato gli abiti del loro primo incontro. È morta da tempo, Liz, ma gli ultimi calcoli dicono che una parte del suo spirito vibra ancora tra i codici del neurospazio. Devo trovarla, pensa Fred. Il tempo è nemico.
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Gabbie comunicanti
Sonia è la diva triste di un night club di periferia. Il pubblico applaude stanco, le mani indebolite dai crampi. La notte finisce, ma Sonia non vuole tornare a casa. Chiama Betty. Dice, Betty, ne ho trovata un'altra, è fuori città, ma ci si arriva in dieci minuti. Il supermercato è fallito da tempo, le vetrate, però, sono ancora intatte. Sonia guarda Betty, sorride e ingrana la prima. Il turbine di schegge le investe come uno sciame di coleotteri kamikaze.
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Familiare, praticamente innocuo
Sotto la maschera di un cittadino qualunque, il serpente con le gambe racconta di vecchie storie d'amore e di progetti sfumati. La folla ascolta attentamente e crede di sapere che– La vita è noiosa per tutti. Ma questa volta è diverso. Né uomo né demone, il serpente con le gambe ha una missione: far credere al mondo che tutto va bene. Il pozzo, adesso vuoto, si riempirà molto presto.
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Caos di levante
Quando la burrasca offende l’armonia dei fondali, la principessa afferra il ramo di un corallo, lasciando che il calore sottomarino seppellisca per sempre il cimitero gelido delle utopie infrante.
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La tempesta nello specchio
I sogni sono barchette di carta colate a picco nei rigagnoli putridi ai bordi delle strade. Lui, intanto, mentre i marciapiedi affogano, ripensa al demone dai capelli rossi, sperando che nessuno lasci l'alcova che imprigiona e protegge tutti loro, anime e burattini.
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Ascensore senza fine
Quando la finestra esplose, sedeva sul ciglio di un canyon innevato. Il vento e le fiamme incendiarono le coperte, il materasso. I muscoli erano paralizzati. Una mano afferrò la sua caviglia sinistra, sbucando dalle tenebre polverose del pavimento, trascinandolo fino ai pilastri oscuri del mondo.
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